La storia

Per chi ha voglia di leggerla questa è la storia di “ Villa il Palazzo”.

Quando a metà del 1600 i conti Gallinati di Parpaglia decisero di costruire una loro villa rustica sulle colline presso Torino, scelsero con cura il posto: il crinale dello spartiacque tra Chieri e Castiglione Torinese da cui la vista spazia dal Monviso al Monterosa, ripido verso nord est e dolcemente ondulato verso sud ovest a causa della millenaria erosione che aveva lasciato quasi allo scoperto i saldi strati di tufo sui quali poggiare le fondamenta dell'edificio, ancora chiaramente visibili negli scantinati, e aveva portato verso valle la terra fertile a formare il suolo adatto all'impianto di vigneti e frutteti che generazioni di mezzadri hanno poi curato per secoli.

All'inizio del '700 ai conti di Parpaglia sono succeduti i conti di Saorgio. Si devono a Filippo Maria Roffredo di Saorgio gli affreschi che ornano il grande salone e altre sale della zona padronale come attestato dalle iniziali CRS e della data 1719 che sono indicate nelle “bocche” dei caminetti a “trompe l'oil”, fatti eseguire da artigiani-artisti dell'epoca.

L'ultimo della casata, l'ecclesiastico Bonaventura Roffredo di Saorgio, nel 1830 lascia la proprietà in eredità a una nipote, figlia di una sorella, Delfina Bruno di Piossasco, la quale la vende quasi subito ad un magistrato appena nominato conte, per meriti, da parte di casa Savoia. Dal cognome di questo conte, per oltre un secolo, la dimora viene chiamata “Villa Dettati”.
In linea femminile la proprietà arriva ad Adele Soncino la quale nel 1945 la vende a Giuseppe Maccagno.

Il nuovo proprietario fa ristrutturare la vecchia stalla trasformandola in una “stalla modello” e sovrastante fienile con pareti esterna ad arcate e fa costruire all'estremità delle due ali le grandi terrazze con sottostanti locali rustici e portici, addossati ai muri di contenimento del terrazzamento preesistente che formava l'aia rustica.

Giuseppe Maccagno è per parecchi anni sindaco di Sciolze e, tra le sue benemerenze, c'è l'aver fatto costruire un acquedotto con serbatoio e stazione di pompaggio sui propri terreni per portare l'acqua potabile di una sorgente sia a Sciolze che al “Palazzo”, un tempo rifornito solamente da una cisterna per l'acqua piovana e da un pozzo tutt'ora esisternti. A Giuseppe succede Felice Maccagno. Nel 1975 la famiglia Vai, che, con i suoi sei vigorosi figli maschi aveva per anni coltivato vigne e frutteti del “Palazzo”, va a vivere altrove. I vigneti vengono espiantati, una parte dei terreni viene venduta e vi vengono costruite alcune ville, la cura del palazzo viene affidata ad un anziano custode.
Dopo quindici anni di abbandono e di degrado la “Villa” con parte dei terreni viene acquistata da Nanni e Bianca Maria Ciardi con l'intento di farne una casa per loro e per i loro figli, Luca e Mara, e le loro future famiglie. Il posto è bello, la casa è grande, ma c'è tutto da ristrutturare.
Comprano impalcature, betoniera, montacarichi e si mettono all'opera. A poco a poco il luogo si trasforma. L'edificio ritrova le sue caratteristiche settecentesche; l'aia rustica, una volta solo asfalto rotto ed erbacce, diventa un giardino fiorito; stalla e fienile diventano ampi e panoramici spazi; la concimaia è adesso una vasca che ospita ninfee e pesciolini rossi; sugli alberi al posto di edere e vitalbe si arrampicano le rose ramblers; dove regnavano rovi e ortiche crescono arbusti da fiore, glicini, peonie, ortensie, iris, emerocallidi e rose, tante rose, più di cento varietà diverse, a formare un affascinante giardino che si può considerare quasi un "giardino botanico" in quanto tutte le piante sono fornite di un cartellino che ne indica il nome, ed è visitabile su appuntamento.


“Villa il Palazzo” - Strada Provinciale 118 – Strada Bardassano 58 - Sciolze (TO) - Telefono 338 8743445 - email  info@villailpalazzo.it
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